
MARTA LICATA
RESPONSABILE DEL LABORATORIO
È ricercatrice in Antropologia (S.S.D. Antropologia BIOS-03/B) presso il Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita dell’Università degli Studi dell’Insubria.
Nel mese di marzo 2025 ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) alle funzioni di Professore Ordinario nel settore concorsuale 05/B1 – Zoologia e Antropologia-S.S.D. Antropologia BIOS-03/B.
Nel mese di novembre 2020 ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) alle funzioni di Professore Associato nel Settore Scientifico Disciplinare BIO/08 Antropologia -S.S.D. Antropologia BIOS-03/B.
Nel mese di febbraio 2015 ha ottenuto il dottorato in Medicina e Scienze Umane presso l’Università degli Studi dell’Insubria con una tesi dal titolo: Popolazioni antiche della Lombardia: analisi antropologica e paleopatologica di un campione scheletrico proveniente da scavi archeologici in provincia di Varese.
Presso lo stesso Ateneo insegna Archeobiologia e Antropologia in diversi corsi di laurea del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita e della Scuola di Medicina.
Tra i suoi interessi di ricerca rientrano le analisi paleopatologiche dei reperti osteoarcheologici, lo studio e la conservazione dei campioni mummificati e le analisi bioarcheologiche di contesti funerari della Lombardia Nord Occidentale e del Piemonte Orientale.
ROBERTA FUSCO
è antropologa fisica e culturale, con esperienza in paleopatologia e ricerca storica. È assegnista di ricerca con un progetto dedicato allo studio antropologico e archivistico della peste di Nerviano.
La sua attività integra l’analisi osteologica con la ricerca archivistica per ricostruire le pratiche sociali, demografiche, sanitarie e culturali legate alla morte. Si occupa dello studio di resti inumati, mummificati e cremati, con particolare attenzione ai putridaria.
Ha una formazione in antropologia culturale, un master in antropologia fisica e un dottorato di ricerca dedicato allo studio dei putridaria.
Ha ricoperto più assegni di ricerca in ambito antropologico e bioarcheologico presso l’Università degli Studi dell’Insubria, occupandosi di studio antropologico, paleopatologico e archivistico di contesti funerari moderni e postmedievali, con particolare attenzione ai putridaria, alle epidemie storiche e alle comunità religiose femminili.
Ha maturato esperienza nella catalogazione e valorizzazione del materiale osteoarcheologico, collaborando con enti di tutela, musei e istituzioni culturali per lo studio e la promozione dei reperti umani in chiave scientifica e divulgativa.


CHIARA TESI
è archeologa e antropologa fisica specializzata in paleopatologia e nell’analisi dei resti cremati.
Attualmente è contrattista di ricerca e Principal Investigator di un progetto multidisciplinare che indaga lo stato nutrizionale, le condizioni paleopatologiche e le caratteristiche di vita dei soggetti in età pediatrica nella provincia di Varese.
Si occupa dello studio di resti inumati e cremati, con particolare attenzione alla popolazione infantile. Ha inoltre maturato esperienza nello studio di lesioni traumatiche nei resti scheletrici.
La sua formazione accademica comprende una laurea magistrale in archeologia, un master in bioarcheologia, paleopatologia e antropologia forense, e un dottorato di ricerca in Medicina Clinica e Sperimentale e Medical Humanities, con una tesi incentrata sull’analisi antropologica e paleopatologica di un cimitero medievale e post-medievale nella provincia di Varese.
Oltre al dottorato, ha svolto borse di ricerca in ambito bioarcheologico presso l’Università dell’Insubria e collaborazioni scientifiche con Università e enti di ricerca nazionali e internazionali, occupandosi dello studio antropologico e paleopatologico di contesti funerari che vanno dall’epoca protostorica a quella medievale e post-medievale.
Collabora con un team di ricerca internazionale in qualità di responsabile per lo studio bioarcheologico e paleopatologico dei resti cremati di un sito di epoca fenicia della Sardegna meridionale.
ARIANNA VANNI
è dottoranda in Antropologia BIOS-03/B presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi dell’Insubria, all’interno del XL ciclo di dottorato in Medicina clinica e sperimentale e medical humanities.
Nel febbraio 2023 ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Biomediche Traslazionali presso l’Università degli Studi di Parma, discutendo una tesi dedicata allo studio morfologico dei tagli di craniotomie su reperti provenienti dalla cripta di Santa Maria Maggiore a Vercelli.
Ha maturato esperienza nell’ambito dell’antropologia biologica durante la formazione accademica, che include anche un master di specializzazione e le tesi di ricerca in materia, oltre alla partecipazione a progetti multidisciplinari, campagne di scavo in contesti funerari e attività di laboratorio osteoarcheologico. In questo ambito si è occupata anche di iniziative aperte alla cittadinanza e di attività di divulgazione scientifica.


NICOL ROSSETTI
è dottoranda in Antropologia BIOS-03/B presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi dell’Insubria, all’interno del XLI ciclo di dottorato in Medicina clinica e sperimentale e medical humanities.
Nel mese di febbraio 2024 ha conseguito la laurea magistrale in Scienze della Natura e dell’Uomo presso l’Università degli Studi di Firenze, con una tesi incentrata su analisi di morfometria geometrica delle modificazioni craniche, patologiche e intenzionali, osservate su crani appartenenti alle collezioni del Museo di Antropologia ed Etnologia di Firenze.
Ha maturato esperienza in ambito bioarcheologico e antropologico attraverso la partecipazione a progetti di ricerca multidisciplinari, campagne di scavo archeologico di aree necropolari e attività di laboratorio osteoarcheologico.
ANTONINA MAFODDA
è attualmente borsista per l’attività di ricerca dal titolo: “Analisi antropologica e paleopatologica dei reperti osteologici in giacitura primaria e secondaria del sito bioarcheologico di Santa Maria Maggiore di Vercelli”.
Nel mese di aprile 2025 ha conseguito il diploma di Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici con tesi sullo studio tafonomico, antropologico e paleopatologico di sepolture collettive: i casi delle tombe 10 e 13 della Rocca di Monselice (PD), presso l’Università degli Studi di Padova.
Ha diverse esperienze nello svolgimento di scavi archeologici di contesti abitativi e aree cimiteriali di epoca classica, tardoantica e medievale.


GINEVRA DONNINI
è borsista di ricerca in ambito bioarcheologico presso l’Università degli Studi dell’Insubria, dove si occupa dello studio antropologico e paleopatologico di reperti provenienti dall’Antico Cimitero di Viggiù.
Ha conseguito un Master in Antropologia scheletrica, forense e paleopatologia, ed è attualmente iscritta al corso di laurea magistrale in Quaternario, preistoria e archeologia presso l’Università di Ferrara.
Ha partecipato a campagne di scavo in contesti cimiteriali di diverse epoche e ha maturato esperienza di laboratorio nello studio scheletrico e paleopatologico, oltre a svolgere attività divulgative e relazioni in convegni rivolti al pubblico.